Liriche Geometriche

Roberto Miniati
Liriche Geometrie

by Alain Chivilò

L’astrazione geometrica può caratterizzare l’iter artistico di un maestro contemporaneo? L’astratto oggi può fornire valide argomentazioni senza essere considerato semplice decorazione? Una possibile risposta a tali quesiti è attualmente fornita dal pittore romano Roberto Miniati, che da anni esplora colti linguaggi e immagini sempre ricche di cromie. Profondo cultore dell’arte oltre a dipingere è anche un apprezzato e riconosciuto collezionista di quadri e oggetti d’antiquariato.
La ricerca di Miniati, al di la di una costruzione estetica, possiede una valenza tipicamente introspettiva, partendo dall’affermazione del filosofo francese Voltaire: “un punto geometrico è un’astrazione dello spirito”. Proprio da questo processo mentale, Miniati ha interiorizzato un filo rosso che dalle Avanguardie giunge fino ai nostri giorni.
Dovendo trovare delle affinità, l’artista nato a Roma ha fatto proprie due ricerche artistiche simili per la loro appartenenza al mondo astratto, ma sorte su contenuti diversi: da un lato il pittore francese Maurice Estève (1904 – 2001) per le cadenze cromatiche e le linearità interiorizzate grazie a elementi carpiti da Paul Cezanne e dal Cubismo, per giungere così alle personali e celebri astrazioni ricche di colore, dall’altro l’artista russo Serge Poliakoff (1906 – 1969) caratterizzato da una continua interazione tra forme dialoganti in effetti tonali e armonici.
Bloccare però il percorso di Roberto Miniati a questi nobili rimandi è riduttivo, perché l’artista ha inserito sempre la propria sensibilità e cultura all’interno dei suoi mondi astratti dipinti. Partendo da tale tesi, se visualizzassimo le sue opere potremmo avvertire lo sprigionarsi di una possibile forma comunicativa, determinata da molteplici codici geometrici e policromi. Nella loro intersezione e nella loro percezione, l’astrazione di ogni singola opera crea liriche vibrazioni. Dunque uno stato mentale, ricco di patos, sublima in arie tipicamente metafisiche grazie a mondi e visioni surreali.
Miniati ha la capacità di unire, ricordando i precedenti rimandi, il rigore russo a una visione francese maggiormente aperta alla poesia.
Nel corso della produzione artistica del maestro romano, l’universo delle astrazioni si è evoluto in sinergie con temi trattati da maestri storici suddivisi tra Avanguardie e arte moderna, senza tralasciare altre fasi della storia dell’arte a partire dal Rinascimento. Elementi pittorici di questi grandi coabitano nel mondo creativo di Miniati, testimoniando una sorta di passaggio generazionale tra artisti. Un esempio, è il manichino metafisico di de Chirico ritratto mentre sta dipingendo le sue forme astratte, per un continuo pittorico senza fine.
Roberto Miniati evidenzia così un’ecletticità che viene alimentata cercando stimoli in progetti, sempre finalizzati all’arte, che sconfinano nel design e nell’architettura attraverso sculture, tappeti e vetrate spesso site specific. Partendo da quest’ottica, la futura partecipazione alla Biennale Arte di Venezia 2019, all’interno di un padiglione straniero, fungerà da dialogo utile ad attivare nuove disamine.
In estrema sintesi, riprendendo un’affermazione di Carlo Carrà, la pittura per Roberto Miniati nasce e si determina cogliendo “quel rapporto comprendente il bisogno di immedesimazione con le cose e il bisogno di astrazione”.