La Biennale di Venezia – 57ª Esposizione Internazionale d’Arte 2017

Roberto Miniati sarà presente per la seconda volta con una sua installazione, alla 57ª Esposizione Internazionale d’Arte 2017  “La Biennale di Venezia”  Padiglione Guatemala.

Il margine, come giustamente scrive Daniele Radini Tedeschi, è “l’orlo estremo di una superficie, il luogo di congiunzione tra due regni della materia differenti”. Ed è proprio su la Marge, sul limite, sul contorno, a tratti definito, altre volte impreciso e debordante, che Miniati elabora le sue caratteristiche sagome. Spesso le ricompatta, permanentemente stabili, all’interno di nitidi profili e sottili nervature nere, altre volte, invece, le pospone, le subordina allo sfondo e le dilata. Ne consegue che i colori effondano gli uni negli altri, transitando da una forma all’altra senza soluzione di continuità. Miniati utilizza quindi il margine nell’accezione più letterale, intensificando cioè “la parte estrema ai due lati, o tutto intorno, di una superficie qualsiasi”, oppure in quella in cui esso, risultando contaminato e ambiguo, consegue agevolmente da una forma verso un’altra, da un colore all’altro.

Nell’opera presentata per la Biennale le due azioni, benché polari e in apparente contrasto, si rivelano entrambe: le forme si stagliano dallo sfondo bianco come silhouette perfettamente profilate, ma al contempo vivono internamente quel felice inebriante vitalismo ricco di rossi tenui, gialli, verdi e celesti screziati, maculati e picchiettati come a volersi fare e disfare di continuo, erodendo ciascuno il colore all’altro, in un tenue e ricercato sconfinamento.

Un altro margine può essere rilevato nell’opera esposta. Quello tra natura e cultura, tra realtà e creatività. Il tronco dell’albero si presenta come una giuntura spirituale tra il visibile e l’invisibile, il limine oltre il quale l’immaginazione trascende il sensibile per dare forma ad una “seconda natura”.